L’acqua e le abitudini alimentari

//L’acqua e le abitudini alimentari

Le abitudini alimentari, sono molto cambiate negli ultimi 40 anni, basti pensare che negli anni ‘60/’70 era normale consumare l’acqua fornita dalla rete idrica comunale, tanto, che quando comparvero le prime acque in bottiglia, la gente non si precipitò ad acquistarle, ritenendo che non fosse prioritario comperare un prodotto che avevano comodamente in casa. Quello che è avvenuto in seguito lo possiamo verificare ogni giorno, una continua e martellante campagna pubblicitaria, ha trasformato l’acqua in bottiglia in un prodotto di primaria necessità, di conseguenza, l’uso abnorme di plastica, ha creato e continuerà a creare, dei grossi problemi di impatto ambientale:

  • Per produrre le bottiglie di plastica, ci sono elevati consumi energetici ed inquinanti
  • Emissioni dovute al trasporto delle bottiglie dalle fabbriche di produzione a quelle di imbottigliamento e distribuzione finale
  • Discariche al collasso, con quantitativi di plastica in numero crescente incontrollato

E’ ovvio che non è possibile gestire questo bisogno primario come 40 anni fa, ma considerare con più razionalità il consumo dell’acqua è quantomeno auspicabile, e si può fare! L’acqua potabile che viene fornita dalla rete municipale, passa per impianti di depurazione altamente tecnologici, quindi quando viene erogata è già di ottima qualità. Per questo motivo H2O da anni consiglia alle famiglie di dotarsi di un depuratore domestico, che migliora l’acqua nel sapore, eliminando completamente ogni residuo di cloro o eventuali sedimenti acquisiti nel percorso idrico per arrivare nelle nostre case.

Per questo motivo dotarsi di un distributore/erogatore d’acqua domestico o professionale per ristoranti, bar , hotel, mense scolastiche o comunitarie, diventa un modo etico, e comodo per soddisfare l’esigenza di bere acqua buona.